PALLEGGIATORE – ALZATORE
Il palleggiatore , detto anche alzatore ( palleggiatrice – alzatrice ) è spesso caratterizzato da facies bonaria , sorriso accondiscendente nei confronti dei propri compagni soprattutto nei momenti di attesa della ricezione. In quelle fasi cerca di spandere sicurezza nei ricettori e negli attaccanti, confidando negli uni in una ricezione pulita e promettendo a tutti gli altri di dar loro la prossima alzata esattamente come la sognano ( Y=ax2+BX+C dove a e b sono le date di nascita dei genitori dell’attaccante e c il suo pin bancomat). In questo modo cerca di mantenersi per tutta la gara su di un filo come un equilibrista, fino alla necessità, spesso derivata da punteggi deficitari, o se la stabilità psicologica del nostro è più labile, anche in equilibrio, di dover dare tre palloni consecutivi all’attaccante che crede più forte, ed il quarto ancora a lui anche se lo stesso si trova momentaneamente sostituito per gli errori precedenti. Lo sguardo di cui sopra ( bonario … ) si mantiene fino alla ennesima ricezione che obbliga il nostro a rincorse per tutto il campo per salvare in bagher palle impazzite. A questo punto, la facies pietrificata , affanni e rantoli evidenziano il malcelato livore nei confronti del o dei ricettori che hanno causato lo stato precomatoso. CHIOCCIA
Dobbiamo poi accennare, anche se con comprensibile imbarazzo, ad una lettura meno disneyana del ruolo del palleggiatore e legata ad implicazioni di tipo freudiano- sessuale. La lettura di questo tipo si porta con se una logica divisione per genere fra femminile e maschile. E se nel primo caso ( femminile) rientriamo in una lettura naturalmente accettabile ( intesa come tendenza naturale o maggioritariamente accettabile) nel secondo ( maschile) le cose si complicano . Sostenere quindi il fatto che , per ruolo, il nostro dovrà toccare il 90 % delle palle di secondo tocco, rientra evidentemente nel normale svolgimento del gioco ma potremo anche dare a questo dato una valenza metaforica ben più pregnante assegnando al fatto il significato che il palleggiatore “tiene “ di fatto per quelle parti qui non nominabili, tutta la squadra. Non vogliamo poi qui entrare, ma solo accennare , alla dinamica del gruppo e del comando relativo e di chi di fatto tenga in mano la parti del palleggiatore ( se le tiene) si entrerebbe in situazioni complicate. Ci basta ribadire quanto importante sia questo ruolo e che il detto “ non esiste squadra migliore del proprio palleggiatore “ ci vede pienamente concordi.
Il palleggiatore , detto anche alzatore ( palleggiatrice – alzatrice ) è spesso caratterizzato da facies bonaria , sorriso accondiscendente nei confronti dei propri compagni soprattutto nei momenti di attesa della ricezione. In quelle fasi cerca di spandere sicurezza nei ricettori e negli attaccanti, confidando negli uni in una ricezione pulita e promettendo a tutti gli altri di dar loro la prossima alzata esattamente come la sognano ( Y=ax2+BX+C dove a e b sono le date di nascita dei genitori dell’attaccante e c il suo pin bancomat). In questo modo cerca di mantenersi per tutta la gara su di un filo come un equilibrista, fino alla necessità, spesso derivata da punteggi deficitari, o se la stabilità psicologica del nostro è più labile, anche in equilibrio, di dover dare tre palloni consecutivi all’attaccante che crede più forte, ed il quarto ancora a lui anche se lo stesso si trova momentaneamente sostituito per gli errori precedenti. Lo sguardo di cui sopra ( bonario … ) si mantiene fino alla ennesima ricezione che obbliga il nostro a rincorse per tutto il campo per salvare in bagher palle impazzite. A questo punto, la facies pietrificata , affanni e rantoli evidenziano il malcelato livore nei confronti del o dei ricettori che hanno causato lo stato precomatoso. CHIOCCIA
Dobbiamo poi accennare, anche se con comprensibile imbarazzo, ad una lettura meno disneyana del ruolo del palleggiatore e legata ad implicazioni di tipo freudiano- sessuale. La lettura di questo tipo si porta con se una logica divisione per genere fra femminile e maschile. E se nel primo caso ( femminile) rientriamo in una lettura naturalmente accettabile ( intesa come tendenza naturale o maggioritariamente accettabile) nel secondo ( maschile) le cose si complicano . Sostenere quindi il fatto che , per ruolo, il nostro dovrà toccare il 90 % delle palle di secondo tocco, rientra evidentemente nel normale svolgimento del gioco ma potremo anche dare a questo dato una valenza metaforica ben più pregnante assegnando al fatto il significato che il palleggiatore “tiene “ di fatto per quelle parti qui non nominabili, tutta la squadra. Non vogliamo poi qui entrare, ma solo accennare , alla dinamica del gruppo e del comando relativo e di chi di fatto tenga in mano la parti del palleggiatore ( se le tiene) si entrerebbe in situazioni complicate. Ci basta ribadire quanto importante sia questo ruolo e che il detto “ non esiste squadra migliore del proprio palleggiatore “ ci vede pienamente concordi.

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